Le Poesie

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Siedo;
tra orbi volti
ed indifferenti applausi
ad animi liberi, rinchiusi,
nell’oscurità della vita.
Vedo;
guerrieri senza scudi.
Strappati
come infanti margherite
dalle proprie terre.
Odo;
nel bianco e freddo inverno
la voce sbiadita del vento.
grida invano il nome della libertà:
Assente.

Mute parole annegano,
in un vuoto,
di gracili sospiri.
Silenzi sbiaditi urlano,
al vento sordo,
infantili frasi.
Odo fluttuare il tempo zoppo, e
i palpiti del mio cuore,
che continua a nutrirsi
di amareggiate gioie.

Nel trecento,
Chiesi all'’uomo:
Uomo, a quando la pace?
Egli, con una spada in mano non mi rispose,
ed io pensai che non mi rispose,
perché non trovava alcuna risposta.
Nel seicento,
Chiedevo all’uomo:
Uomo,a quando la pace?
Egli mi guardava sgomento con una fionda in mano,
incapace di rispondermi.
Nel novecento,
ho chiesto all’uomo
Uomo, a quando la pace?
Egli con una pistola in mano è fuggito via
lasciandomi nuovamente
senza risposta
Oggi,
chiedo all'’uomo:
Uomo, a quando la pace?
Lui finalmente mi risponde
lanciando una bomba atomica:
La pace? Forse...
a quando morirò.

Aghi di pioggia
cuciono il tempo, che,
come un leggiadro fiume, va,
dritto alla sua meta.
Ed io qui,
a distruggere la mia anima.
Nel freddo della più rovente estate,
Assaggiando le mie lacrime,
che sanno ancor di te.

Spicchi d’angoscia,
incatenati nella voragine della
mia infante anima.
Mute parole ,disperse,
in un logoro passato...Non ancora sbiadito...

Come il sole Di Maggio,
Come la pioggia di Novembre,
Come il tuono che sussurra alla mia anima:
Sei il battito del mio cuore,
non fermarlo, potrei morire;
Morire D’amore.